DSA: capire Dislessia, Disortografia e Discalculia per aiutare davvero i nostri figli
- 28 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano tutte quelle difficoltà che interessano la lettura, la scrittura o il calcolo. Sono disturbi neurobiologici, presenti fin dalla nascita, che non dipendono dall’impegno del bambino, dall’intelligenza o dalla qualità dell’educazione ricevuta.
Molti genitori arrivano nel mio studio con la stessa domanda negli occhi: “Perché mio figlio fa così tanta fatica, nonostante tutto l’aiuto che gli diamo?”
La buona notizia è che, con la giusta valutazione e un percorso mirato, un bambino con DSA può imparare, crescere e sentirsi competente esattamente come gli altri. A volte ha solo bisogno di strumenti diversi, di un tempo diverso e della possibilità di essere compreso.
In questo articolo ti spiego in modo semplice ed empatico cosa sono Dislessia, Disortografia e Discalculia, come si manifestano e cosa può fare un genitore per aiutare il proprio bambino a ritrovare fiducia e serenità.
Che cosa sono i DSA?
I DSA includono quattro disturbi principali:
Dislessia → difficoltà nella lettura
Disortografia → difficoltà nella correttezza della scrittura
Disgrafia → difficoltà nel tratto grafico (calligrafia)
Discalculia → difficoltà nelle abilità di calcolo
Si manifestano in bambini intelligenti, curiosi e capaci, che molto spesso si impegnano più degli altri per arrivare allo stesso risultato.
Ciò che manca non è la volontà, bensì automatismi che per altri bambini sono naturali.
Per questo è fondamentale non scambiare la difficoltà per pigrizia, e non attribuirla al carattere o all’impegno.
Dislessia: quando leggere diventa una fatica
La Dislessia riguarda la lettura: il bambino legge più lentamente, commette errori, si stanca, perde il segno o non comprende pienamente ciò che ha letto.
Non è svogliatezza. Non è disattenzione. È una diversa modalità di elaborare il linguaggio scritto.
Un bambino con Dislessia può:
leggere lentamente o sillabando
saltare righe o parole
invertire lettere simili (p-b, d-q…)
capire meno quando deve leggere ad alta voce
sentirsi “meno capace” degli altri
Il rischio più grande non è il voto basso. È che il bambino inizi a pensare: “Io non sono capace”, e questa credenza può segnare a lungo la sua autostima.
Con un percorso mirato, invece, la lettura può migliorare molto e i bambini recuperano fiducia e motivazione.
Disortografia: quando scrivere diventa complicato
La Disortografia riguarda la correttezza della scrittura. Il bambino sa cosa vuole scrivere, ma lo traduce male in lettere.
Può commettere:
omissioni di lettere o doppie
inversioni (“drina” per “prima”)
fusioni sbagliate (“lalbero”)
confusione tra suoni simili (s/z, b/d…)
errori nei dettati anche molto semplici
La Disortografia non è “non studiare le regole”, ma la difficoltà di trasformare i suoni del linguaggio in simboli scritti in modo automatico e stabile.
Anche qui, il cuore del problema è spesso emotivo: “Perché sbaglio sempre?”, “Perché gli altri ci riescono e io no?”
Con un intervento tempestivo, personalizzato e specialistico, questi errori diminuiscono e il bambino ritrova sicurezza nella scrittura.
Discalculia: quando i numeri spaventano
La Discalculia riguarda il calcolo e la gestione dei numeri.
Un bambino con Discalculia può avere difficoltà in:
tabelline e fatti numerici
calcolo scritto e mentale
comprensione delle quantità
valore posizionale delle cifre
problemi matematici
uso della linea dei numeri
I genitori notano spesso frasi come: “Non sono portato”, “La matematica non fa per me”.
In realtà, la matematica “non piace” perché fa sentire incapaci. Ma nessun bambino nasce “negato per i numeri”: servono strategie alternative, più visive, concrete e strutturate.
Con il potenziamento giusto, la matematica può diventare molto più chiara e gestibile.
Come riconoscere quando è il momento di fare una valutazione
Può essere utile considerare una valutazione se:
il bambino fa grande fatica nonostante l’impegno
studia tanto ma i risultati non sono proporzionati
mostra tristezza, ansia o rifiuto verso la scuola
il dettato o la lettura sono molto difficili
evita matematica o si blocca davanti ai problemi
ha tempi molto più lunghi rispetto ai compagni
Una valutazione non “etichetta” il bambino. Lo libera. Dà un nome a ciò che vive, indica come aiutarlo e previene sofferenza emotiva e frustrazione.
Cosa può fare un genitore, concretamente
Ecco alcuni passi immediati che fanno davvero la differenza:
✔️ 1. Osservare, senza giudicare
La difficoltà non è scelta dal bambino.
✔️ 2. Rassicurarlo
Far sentire che il suo valore non dipende dai voti.
✔️ 3. Chiedere una valutazione specialistica
Prima si interviene, più è facile aiutare.
✔️ 4. Collaborare con la scuola
Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è un diritto e una grande risorsa.
✔️ 5. Seguire un percorso di potenziamento
Specifico, personalizzato, con tecniche adeguate al profilo del bambino.
✔️ 6. Lavorare sul benessere emotivo
Ansia, paura del giudizio e bassa autostima spesso pesano più della difficoltà stessa.
Il messaggio che ogni bambino dovrebbe sentire
“Non sei tu a non farcela. È il metodo che deve essere diverso .E insieme lo troveremo.”
Ogni bambino può imparare. Ogni bambino può crescere. Ogni bambino può tornare a sentirsi capace.
I DSA non definiscono chi è. Sono solo un modo diverso di imparare.
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