La paura dei brutti voti. Quando i bambini hanno paura di non andare bene a scuola
- 9 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Quando la scuola diventa una fonte di ansia
Una preoccupazione molto frequente tra i genitori riguarda lo scarso interesse che i figli possono manifestare verso la scuola e lo studio. Tuttavia, esiste anche la situazione opposta, spesso meno riconosciuta ma altrettanto delicata: bambini che vivono la scuola con un’eccessiva ansia, soprattutto in prossimità di verifiche e interrogazioni, per la paura di non ottenere un buon voto.
È naturale che mamma e papà desiderino il meglio per il proprio figlio e che sperino in buoni risultati scolastici. Ma quando il bambino è già diligente, preciso, timoroso di sbagliare e particolarmente sensibile alle critiche, può svilupparsi una pressione interna molto forte. Nasce così il bisogno di non deludere genitori e insegnanti, la convinzione – spesso inconsapevole – di essere amato e apprezzato solo se “va bene a scuola”. Tutto questo può trasformarsi in agitazione, paura di fallire e senso di inadeguatezza.
Come si manifesta il disagio
L’ansia legata al rendimento scolastico può emergere in modi diversi, sia a casa che a scuola e nelle relazioni con gli altri.
A casa
Il bambino può:
avere difficoltà ad addormentarsi
mangiare troppo o troppo poco
lamentare mal di testa, mal di pancia o mal di stomaco
manifestare tic, nausea o battito cardiaco accelerato
avere difficoltà di concentrazione
A scuola
Con il tempo possono comparire:
un abbassamento del rendimento scolastico
la perdita di interesse per materie che prima lo coinvolgevano
Con gli altri
Nel rapporto con i coetanei il bambino può apparire:
stanco, nervoso o facilmente irritabile
a volte aggressivo oppure, al contrario, molto chiuso e isolato
poco tollerante alla frustrazione
particolarmente vulnerabile a prese in giro o commenti ironici
Come possiamo aiutarlo concretamente
Affrontare questo tipo di disagio richiede attenzione, ascolto e un approccio graduale. Alcuni passi possono fare davvero la differenza:
Condividere la situazione con gli insegnanti, affinché siano consapevoli del vissuto emotivo del bambino e possano sostenerlo nel modo più adeguato.
Allentare la pressione, aiutando il bambino a smontare l’idea di dover essere “bravo a tutti i costi”. Il valore di una persona non dipende dai voti.
Proporre uno sport o un’attività extra-scolastica che gli piaccia davvero: un’attività che lo incuriosisca, lo diverta e gli permetta di sperimentare competenza e piacere al di fuori dell’ambito scolastico. Sentirsi capaci e soddisfatti in un altro contesto restituisce energia, fiducia e motivazione anche nello studio.
Insegnare semplici tecniche di gestione delle emozioni, come esercizi di respirazione, concentrazione e rilassamento, per aiutarlo a mantenere calma e lucidità nei momenti di maggiore tensione.
Rafforzare l’autostima, valorizzando l’impegno, le qualità personali e i progressi, più che il risultato finale.
Un percorso per crescere più sereni
Proponiamo percorsi di 10 lezioni pensati per aiutare bambini e ragazzi a:
riconoscere e superare le proprie paure
sviluppare maggiore sicurezza in sé
affrontare con più serenità le prime sfide della vita, scolastiche e non
Un sostegno mirato può fare la differenza nel trasformare l’ansia in fiducia e il timore di sbagliare in una preziosa occasione di crescita.
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